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Mi chiamo Andrea Costa e sono nato il 17 aprile 1991 a Napoli. Ho deciso di aprire questo spaces, per condividere i libri che leggo, magari commentarli anche. Vorrei tanti lettori, in modo da far da poter scambiare opinioni e migliorare dal punto di vista intellettuale.

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28/10/08

Biblioteca Alessandria d'egitto

Inaugurata ufficialmente la biblioteca più grande della Terra, quella di Alessandria d'Egitto (che potrà contenere fino ad 8 milioni di volumi, disposta su 11 piani per una superficie totale di 85.000 mq e con una sala di lettura di 25.000 mq), eretta proprio sulle fondamenta dell'altra mitica biblioteca, costruita tre secoli prima di Cristo.
La biblioteca di Alessandria d'Egitto possedeva settecentomila volumi, che toccavano ogni branca del Sapere umano. Attorno ad essa, all'adiacente anfiteatro di anatomia e all'osservatorio astronomico, i più grandi uomini che fino allora il genere umano avesse prodotto, studiavano filosofia, geografia, meteorologia, anatomia, geometria, astronomia, in piena libertà. Alessandro Magno - il cui precettore era stato Aristotele - con le sue campagne militari era riuscito a diffondere la lingua, la cultura ed il sapere dei Greci per l'intera Asia Minore e la Mesopotamia, sino in Oriente.
Era nato il Sapere, la Conoscenza, la libera speculazione filosofica: Ari-stotele, Platone, Ippocrate etc. dissero: Basta con i miti, basta con le su-perstizioni. Cerchiamo di spiegarci i fenomeni della natura con il bene più prezioso che abbiamo: l'intelletto, la Ragione. L'acqua, il fuoco, la terra, l'aria, il nostro corpo, le malattie: proviamo a scoprire i segreti di madre natura con lo studio, con l'indagine.
Ma due eventi bloccarono il cammino della Conoscenza intrapreso dalla cultura ellenistica: Roma prima, e di seguito il Cristianesimo.
E pensare che sarebbe bastato che i filosofi e gli scienziati che operavano attorno alla Biblioteca e al Museo di Alessandria d'Egitto avessero potuto continuare la loro opera di studio e d'indagine... ed il mondo non avrebbe perso 1500 anni. Basti pensare che Eratostene, nel 244 a.C., aveva calcolato la circonferenza terrestre commettendo un errore di soli 70 km... su un totale di 40.000.
Nel 47 a.C. le legioni di Giulio Cesare entrarono in Alessandria d'Egitto e diedero fuoco alla Biblioteca. Un terzo dei 700.000 volumi andò distrutto. Nel 392 d.C. i cristiani bruciarono i restanti due terzi. Rimaneva come unica depositaria della scienza dei Greci una donna pagana, Ipazia, filosofa, scienziata, astronoma. Rifiutò di convertirsi al cristianesimo. Dietro ordine del vescovo e patriarca Cirillo (San Cirillo, dottore della Chiesa) venne fatta a pezzi e bruciata in un letamaio. Era il 415 d.C.
Con il martirio di Ipazia, venne distrutta non solo una delle menti più ge-niali della storia dell'umanità, ma una delle più esemplari comunità scientifiche di ogni epoca. Occorre attendere oltre 1200 anni prima che menti coraggiose tornino a puntare lo sguardo in cielo e studiare astro-nomia (Galileo Galilei e Giordano Bruno: il primo imprigionato per aver professato la teoria eliocentrica per prima studiata da Aristarco di Samo, il secondo bruciato vivo dalla Chiesa di Roma il 17 febbraio dell'anno Santo 1600 per aver teorizzato universi infiniti).
Dopo che l'ebbero trucidata, nessuno ebbe il coraggio di proclamarsi al-lievo di Ipazia, nessun filosofo - che l'aveva acclamata quand'era sua maestra - ebbe la forza di proclamarsi suo erede. L'allievo prediletto Si-nesio di Cirene - che l'aveva chiamata benefattrice, madre, sorella e maestra - tradì il suo insegnamento, si convertì e divenne vescovo di Tolemaide ed alleato fedele del patriarca Cirillo.
Dei tredici volumi di Ipazia di commento all'aritmetica di Diofanto (il padre dell'algebra), degli otto volumi sulle Coniche di Apollonio (spiegazione delle orbite dei pianeti), del trattato su Euclide e su Tolomeo, del Corpus Astronomico - raccolta di tavole sui corpi celesti, dei testi di meccanica e tecnologia, degli strumenti scientifici che aveva realizzato (astrolabio piatto, planisfero e idroscopio)... di tutta la sua immensa opera scientifica, il vescovo e patriarca Cirillo si adoperò affinché venisse distrutto tutto, per cancellare persino il ricordo dell'astronoma e matematica di Alessandria d'Egitto.
Quel poco che si salvò, venne saccheggiato dai crociati nella biblioteca di Costantinopoli ed oggi è conservato a Roma, nella Biblioteca Vaticana.
L'Europa divenne cristiana: il Sapere e la Scienza vennero messi al bando.
Le tenebre caddero sul cammino della Conoscenza per oltre un millennio.
Sopra le ceneri della più grande biblioteca dell'antichità, proprio là dove venne sacrificata Ipazia, astro incontaminato della sapiente cultura, martire e profeta della Ragione, il 16 ottobre 2002 potremo osservare sulle mura esterne di granito della nuova biblioteca di Alessandria d'Egitto le incisioni dei 4 mila caratteri che rappresentano tutti gli alfabeti del mondo.
È tornato in vita il sogno di Alessandro Magno, dei Tolomei, di Aristarco, di Euclide, Archimede, Ipazia: oggi come duemila anni fa, questo edificio si erge come unica ultima speranza del genere umano che sembra abbia perso il suo bene più prezioso: l'uso della Ragione.

1 commento:

Claudio ha detto...

C'è sempre stato rammarico per la perdita di questa Bibiloteca tra gli studiosi, anche ora a ripensarci mi si stringe il cuore. Quanti enigmi storici non sarebbero più tali...